Siamo una strana corsa sotto il sole è il titolo dello spettacolo che il Liceo Musicale e Coreutico Bonporti di Trento ha portato in scena il 28 e il 29 maggio 2026 al Teatro Sociale di Trento, per la regia di Paolo Rasera e il coordinamento di Federica Marini.
Dopo …ma ancora mi commuovo del 2023, Chiedimi chi sono del 2024 e Come una lettera che non ha un destinatario del 2025, lo spettacolo di quest’anno conclude simbolicamente un percorso che s’insinua, attraverso la musica e la danza, tra le pieghe esistenziali e i sentimenti di giovani e meno giovani, perché la vita è un labirinto nel quale a volte ci perdiamo.
Il tema dello spettacolo è quello della scelta, non casuale, non improvvisata o fatalista, ma piuttosto una scelta che risponda alla domande di sempre: “come vivo? come ho vissuto? che senso ha la mia vita?”
L’invito è a riflettere sul senso dell’esistenza e a risvegliare la responsabilità del nostro vivere insieme, in famiglia, nella società, nella scuola, domandandoci come essere felici, per dare una direzione migliore al senso del nostro esistere.
Nello spettacolo si alternano spazi di danza classica su musiche tratte dalla “Carmen” di G. Bizet e dalla “Traviata” di G. Verdi; coreografie che risentono di contaminazioni classico-contemporanee con musiche di A. Amar, Danheim e produzioni originali.
La musica d’insieme, con l’Ensemble di Fiati esegue brani dalla “Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni e dalla “Turandot” di G. Puccini, mentre l’Ensemble di Archi esegue un brano dal concerto in Do maggiore V533 di A. Vivaldi. Il coro rende omaggio ai 100 anni del Coro della SAT e della SOSAT.
La parte multimediale e grafica è stata curata rispettivamente dalle classi 3^C e 4^B del “Liceo Artistico” F. Depero di Rovereto.
Uno spettacolo che, oltre a dimostrare le potenzialità e le professionalità delle studentesse e degli studenti dei Licei coinvolti e dei loro docenti, offre una riflessione sincera e appassionata sul tema della vita e sul senso profondo del nostro esistere e ci aiuta a fuggire la banalità, rinunciando a “girarsi dall’altra parte”, nella convinzione che la vita sia un’esperienza sempre aperta al cambiamento, che va accolta con gratitudine, nonostante la sua fragilità.
Foto di Lucio Tonina.
© Liceo delle Arti di Trento e Rovereto, 2026
















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